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Buoni Pasto Matera: guida pratica e consigli utili

Tutto quello che c’è da sapere sui Buoni Pasto: chi ne ha diritto, vantaggi fiscali, spendibilità e come trovare i migliori fornitori.

Uno dei metodi più semplici e più rapidi per un’azienda per fare del walfare nei confronti dei propri dipendenti è quello di introdurre i Buoni Pasto.

Oramai tutti conoscono i Buoni Pasto, chiamati anche nel gergo corrente, Ticket Restaurant dal nome dato ai prorpri Buoni Pasto dalla prima azienda emettrice che li ha introdotti nel mercato.

Per una azienda come la vostra, sia che vogliate passare ai Buoni Pasto ma anche se li avete già introdotti, vi sono diversi importanti aspetti da conoscere sulla materia che presenteremo in questa nostra guida pratica.

 

Indice dei contenuti:

  1. Cosa sono i Buoni Pasto
  2. La normativa sui Buoni Pasto
  3. Chi ha diritto ai Buoni Pasto
  4. Dove possono essere utilizzati i Buoni Pasto?
  5. Buoni Pasto cartacei e buoni pasto elettronici
  6. Vantaggi fiscali dei Buoni Pasto
  7. La cumulabilità del buono pasto
  8. I Buoni Pasto hanno una scadenza?
  9. Cosa fare con i Buoni Pasto scaduti?
  10. I principali fornitori dei Buoni Pasto
  11. Come confrontare dei preventivi per i Buoni Pasto

 

1. Cosa sono i Buoni Pasto

I Buoni Pasto sono un buono che l’azienda da al suo dipendente e attraverso il quale gli permette di coprire, in parte o nella sua totalità, il proprio costo per il pasto. Lo scopo primario di questo buono è quello di sostituire il servizio mensa nei casi seguenti:

  • Qualora l’azienda non fosse in misura di fornire un servizio mensa
  • Qualora il dipendente si trovi a non poter usufruire del servizio mensa messo a disposizione dall’azienda, ad esemio perché il priprio ruolo lo porta spesso ad essere fuori sede.

I Buoni Pasto possono essere spesi dal dipendente quindi presso i ristoratori convenzionati con la società emettrice del buono. Il ristoratore, una volta ricevuto il buono dal dipendente per pagare il pasto di cui ha bneficiato, andrà a riscuotere il valore del buono presso la società emettrice.

Il buono pasto è uno strumento che va quindi a sostituire la moneta e crea un vantaggio per ognuna delle parti che entra in gioco:

  • Datore di lavoro che decide di dare i Buoni Pasto ai propri dipendenti: esenzione di una parte degli oneri sociali e fiscali sul valore del buono pasto
  • Dipendente a cui sono dati i Buoni Pasto: finanziamento di tutto o parte del costo del pasto
  • Ristoratore: aumento della clientela

Andremo poi a vedere in dettaglio questi vantaggi legati ai Buoni Pasto.

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2. La normativa sui Buoni Pasto

La tematica dei Buoni Pasto è regolamentata da diverse normative che, tra l’altro, hanno permesso un’evoluzione nel tempo di spendibilità e di deducibilità di questo strumento. Vediamole ad una ad una nell’ordine:

Innanzitutto la Circolare del MEF (n. 326/E del 23/12/97) decreta come un’azienda abbia la possibilità di mettere a disposizione dei propri dipendenti un servizio di mensa e prevede che tra le opzioni per l’azienda vi sia quella di mettere a disposizione i Buoni Pasto. Tale normativa preceve un’applicabilità a tutti i lavoratori subordinati, a tempo pieno o part-time (e quindi anche, ad esempio, agli stagisti) e a tutti i collaboratori.

Vi è poi il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 122/2017 che ha inizialemente:

  • Fissato un diverso livello di deducibilità sui Buoni Pasto a seconda che essi siano cartacei o elettronici.
  • Fissato presso chi possono essere spesi i Buoni Pasto andando oltre ai servizi di ristorazione classica e allargando a supermercati (unicamente per la parte alimentare), agriturismi, ittiturismi e specci industriali (sempre alimentari).
  • Fissato a 8 il numero massimo di Buoni Pasto che possono essere cumulati al momento del pagamento presso l’esercente.

Infine la legge di bilancio 2020 ha modificato i parametri di esenzione da oneri sociali e fiscali dei Buoni Pasto per le aizende fissandoli a:

  • 4€ per i Buoni Pasto cartacei (soglia che precedentemente si attestava a 5,29€)
  • 8€ per i Buoni Pasto elettronici (soglia che precedentemente si attestava a 7,00€)

Resta invece invariato il carattere di deducibilità al 100% dei buoni pasti, sia che essi siano cartacei sia che essi siano elettronici.

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3. Chi ha diritto ai Buoni Pasto?

I Buoni Pasto possono essere erogati a tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che del settore privato, nel momento in cui il ruolo preveda un livello di subordinazione nella gerarchia aziendale. Questo vale quindi, implicitamente, anche per un socio minoritario con un ruolo attivo nell’azienda.

Non c’è differenza fra i lavoratori full time e quelli part-time nel diritto a ricevere i Buoni Pasto. Ne hanno diritto anche gli stagisti e gli altri collaboratori.

Nel diritto al buono pasto non vi è un vincolo ne legato all’importo del buono pasto ne legato al fatto che il buono sia cartaceo o elettronico.

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4. Dove possono essere utilizzati i Buoni Pasto?

E’ bene ricordare che la normativa è evoluta nel corso degli ultimi anni ampliando sempre di più lo spettro di esercenti presso i quali i Buoni Pasto possono essere utilizzati.

Vi proponiamo qui una lista pratica degli esercenti presso i quali i Buoni Pasto possono essere spesi:

  • Esercenti con autorizzazione di somministrazione alimentari e bevande;
  • Mense aziendali o equivalenti aperte agli esterni;
  • Negozianti di prodotti alimentari, supermercati ed esercenti anche in area pubblica;
  • Imprenditori agricoli, coltivatori diretti e società esercenti attività agricola iscritti al Registro delle Imprese sia per vendita al dettaglio che per consumo sul posto di alimenti provenienti dai propri fondi;
  • Attività di agriturismo per la vendita e la somministrazione di pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti delle proprie aziende agricole;
  • Attività di ittiturismo per la vendita e la somministrazione di prodotti derivanti dall’attività di pesca;
  • Vendita al dettaglio in mercatini o spacci aziendali

Non dimentichiamo che perché l’esercente possa accettare i nostri Buoni Pasto, anche se rientra nella lista presentata qui sopra, deve essere affiliato alla rete della società emettrice. Spesso sulla porta d’entrata del ristorante o del negozio vi è il simbolo tipico della società emettrice e cosi il cliente puo facilmente sapere se e quali ticket possono essere spesi nel locale.

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5. Buoni Pasto cartacei e buoni pasto elettronici

Anche il buono pasto è evoluto con l’evoluzione della tecnologia. Anche se molti non lo sanno questo strumento ha più di quarant’anni e quindi, per forza di cose, quando è nato è stato ideato unicamente in formato cartaceo.

Quindi il famoso blocchetto di “ticket restaurant” era nelle tasche dei primi dipendenti ai quali le aziende hanno iniziato ad erogarlo.

Come tutti documenti in formato cartaceo ( e soprattutto non plastificati), anche i Buoni Pasto hanno sofferto di deterioramento, passagio in lavatrice e chissà quanti altri problemi legati al formato. Cosi, spesso ci si poteva trovare ad avere un buono che teoricamente aveva il valore di diversi euro, che pero diventava praticamente carta straccia.

Con l’avanzare della tecnologia, le aziende emettrici di buoni pasto hanno iniziato ad ideare i buoni pasto elettronici: in pratica una card sul modello delle carte di credito, con un chip nel quale è caricato il valore del buono e poi dedotto ad ogni spesa.

L’esercente infatti è dotato di un POS specifico in cui addebita il pasto sul buono pasto elettronico.

Ma perché l’esenzione da oneri fiscali e previdenziali è più alta per i buoni pasto elettronici?

Grazie ai buoni pasto elettronici ogni transazione è tracciata e cosi vi sono meno rischi di frode, per questo il governo ha aumentato due volte il valore di esenzione dagli oneri previdenziali e fiscali per i buoni pasto elettronici, portandolo quest’anno a ben 8€ contro 4€ per i buoni cartacei. Quindi, in parole povere, passando ai buoni pasto elettronici potrete avere il dobbio dell’esenzione rispetto ai buoni pasto cartacei.

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6. Vantaggi fiscali dei Buoni Pasto

I Buoni Pasto rappresentano un vantaggio fiscale sia per l’azienda che per il dipendente. Questo vantaggio si puo dividere in due:

  • Deducibilità del costo: il costo dei Buoni Pasto puo essere dedotto al 100% dai costi aziendale e quindi dalla base imponibile (IRES e IRAP).

  • Deducibilità dell’IVA: l’IVA pagata sul buono pasto è deducibile e quindi viene interamente recuperata.

  • Esenzione da oneri sociali: nel limite delle soglie fissate dalla normativa vigente, l’importo erogato al dipendente a titolo di buono pasto non è soggetto ad oneri previdenziali e sociali. Inoltre, l’importo relativo ai Buoni Pasto non rientra nel calcolo dei ratei per TFR, Ferie e 13esima.

In concreto, il costo del buono pasto essendo deducibile ed esente da oneri viene a costare molto meno, sia all’azienda che al dipendente, rispetto allo stesso importo se fosse pagato normalmente in busta paga.

Le soglie di esenzione del buono variano, come abbiamo detto, fra le due versioni:

  • Buono Pasto Cartaceo: la soglia di esenzione è fissata a 4€ al giorno per dipendente
  • Buono Pasto Elettronico: la soglia di esenzione è fissata a 8€ al giorno per dipendente

Se volete approfondire questo tema vi proproniamo un caso pratico al seguente link Buoni Pasto: simulazione risparmio fiscale.

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7. La cumulabilità dei Buoni Pasto

Il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 122/2017 ha introdotto il concetto di cumulabilità dei Buoni Pasto, aspetto che fino al 2017, anche se in realtà nella pratica gli esercenti ne accettavano più di uno per coprire il costo del pranzo già prima. Il decreto ha quindi confermato ufficialmente questa pratica di accumulare i Buoni Pasto per il pagamento, fissando a 8 il numero massimo di Buoni Pasto che possono essere utilizzati nello stesso momento e quindi accumulati per effettuare il pagamento. Questo implica quindi, implicitamente, che i Buoni Pasto siano, ad esempio, utilizzati nei supermercati per pagare la spesa, ma unicamente per la parte alimentare.

Ovviamente fin quando i Buoni Pasto erano in formato cartaceo, verificare il fatto che questi fossero cumulati diventava molto difficile. Ora, con l’avvento dei buoni pasto elettronici, la cosa diventa molto più semplice.

In questo senso, le novità introdotte dalla legge di bilancio 2020, mettono l’accento sull’utilizzo corretto dei Buoni Pasto, anche appunto in termini di cumulo dei differenti ticket.

Se parliamo di cumulabilità in senso più ampio, non dimentichiamo che i Buoni Pasto possono sempre essere cumulati con un pagamento in contanti o in carta di credito, per coprire la parte del costo del pasto eccedente rispetto al buono che il dipendente ha a disposizione.

Ricordiamo invece, che il caso contrario non è ammissibile, ovvero nel caso in cuo il valore del buono pasto sia superiore al costo effettivo del pasto (magari nel caso si prenda solo un panino), l’esercente non puo erogare il resto in denaro ma unicamente fornire, eventualmente, un “credito” al cliente spendibile nei giorni seguenti. Questo perché cio significherebbe trasformare in denaro una parte di un buono che in realtà non è stato tassato come denaro per l’azienda e per il dipendente.

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8. I Buoni Pasto hanno una scadenza?

La risposta a questo quesito è molto semplice, in effetti i Buoni Pasto hanno una scadenza che viene fissata dalla società emettrice dei buoni e che è chiaramente scritta sul buono (peri i Buoni Pasto cartacei).

Molto spesso la data di validità è fissata al 31 dicembre. Tuttavia, per i buoni emessi a partire dal mese di settembre, solitamente la data di validità del buono pasto è fissata al 31 dicembre dell’anno successivo, dando cosi un periodo di validità allo strumento che va fino a 16 mesi.

Spesso tuttavia, le condizioni di utilizzo prevedono un periodo di utilizzo eccezionale dei Buoni Pasto oltre alla data di scadenza di 30 giorni, che porta spesso quindi alla fine del mese di gennaio successivo.

Non essendoci una regola universale applicabile in questa materia, per la durata di validità dei Buoni Pasto consigliamo di consultare le condizioni specifiche di ogni società emettrice.

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9. Cosa fare con i Buoni Pasto scaduti?

Premettiamo che, come per le date di scadenza dei Buoni Pasto, anche le pratiche di sostituzione o rimborso dei Buoni Pasto scaduti e non utilizzati dipende molto dalle condizioni commerciali specifiche di ogni società emettrice.

Un punto comune e utile da sapere è che solamente l’azienda che ha acquistato i Buoni Pasto potrà richiederne la sostituzione alla società emettrice. Questo vuol dire che se il dipendente si ritrova in possesso di Buoni Pasto scaduti non potrà rivolgersi direttamente alla società emettrice e richiederne la sostituzione ma dovrà passare per il proprio datore di lavoro per richiederne il rimborso o la sostituzione.

Ci permettiamo di segnalare una pratica abbastanza comune: per aiutare i più bisognosi i Buoni Pasto avanzati o scaduti possono essere inviati alle associazioni o alla croce rossa che procederà con la società emettrice per riceverne il valore in denaro ed utilizzarlo per i propri fini benefici.

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10. I principali fornitori dei Buoni Pasto

Vi presentiamo qui sotto le principali società emettrici di Buoni Pasto sul territorio italiano:

  • Edenred, che con i suoi Ticket Restaurant rappresenta il leader di mercato. La società francese ha riscosso una forte crescita negli ultimi anni e puo contare su di una rete di più di 150.000 esercenti affiliati.
  • UpDay, società di origine bolognese e adesso parte del gruppo francese Day, con una grande presenza di affiliati nel nord-est italiano e in Toscana rappresenta il secondo attore sul mercato italiano.
  • Sodexo, filiale italiana del gruppo francese la cui principale attività è quella della ristorazione collettiva (mense), sta raggiungendo i 100.000 affiliati e propone il suo Pass Lunch come concorrente diretto del Ticket Restaurant.
  • Pellegrini Group, il gruppo lombardo 100% italiano concerntra la sua attività sul centro nord e propone principalmente la soluzione del buono pasto elettronico con la sua Pellegrini Card.
  • Qui! Group: il gruppo genovese, leader del mercato della pubblica amministrazione italiana si è trovato in grandi difficoltà economiche creando non pochi problemi per gli esercenti. La sua attività è molto ridimensionata.

Vi sono poi numerosi attori locali con una copertura principalmente regionale che lavorano sul mercato italiano e che possono garantirvi una copertura specifica nella vostra zone. Ovviamente, oggigiorno le aziende avendo dipendenti che tendono a spaziare sempre di più sul territorio nazione, il fatto di far ricorso alle principali società emettrici permette al dipendente di disporre di un buono posto altamente spendibile.

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11. Come confrontare dei preventivi per i Buoni Pasto

L’equipe Helpdone puo aiutarvi a trovare la migliore soluzione per i Buoni Pasto per la vostra azienda. Siamo in contatto con i migliori fornitori e completando il nostro form possiamo mettervi in contattato e farvi avere un preventivo, in modo completamente gratuito e senza impegno. Far giocare la concorrenza e capire cosa offrono i principali fornitori è il miglior modo per risparmiare. Bastano pochi secondi per completare il form e riceverete fino a 4 preventivi dei migliori fornitori di Buoni Pasto sul mercato.

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